Eccovi lì, pensavano di rilassarsi sotto l’ombrellone per godere del meritato riposo e invece sono stati costretti a rinviare le vacanze per restare davanti al pc a “tentare” di far qualcosa per salvare il mondo. Sembrerebbe la trama di un B-Movie americano, invece è la triste realtà di molti SEO.

Forse non tutti sanno che lo scorso 1 agosto è stato “inaugurato” il Google Summer Update 2018 che, nonostante il nome accattivante, è ben diverso dall’essere promozione di qualche compagnia telefonica. Praticamente un terremoto. Centinaia di migliaia di siti, di ore di lavoro e sudore persi nella seconda o terza pagina di Google. Un aggiornamento dell’Algoritmo di Google che, in questa prima fase di analisi, sembrerebbe aver fatto più danni che altro. Ma di cosa si tratta?

L’aggiornamento di agosto dell’algoritmo di Google era stato annunciato da tempo e, a sentire Big G, si tratta di un grosso cambiamento!
E infatti, qualcosa è cambiato.

Analizziamo i risultati.

Personalmente ho notato un grosso cambiamento, in peggio, per siti con un profilo di link in entrata “scarso” e che sono stati in qualche modo pompati con altri mezzi più o meno grigi. Questo cosa vuol dire? I più ottimisti credono che tale cambiamento, nonostante sia ancora in fase di assestamento, sia da considerarsi come positivo, con SERP in grado di restituire risultati più pertinenti (questo il termine usato direttamente da Google) a discapito di siti eccessivamente gonfiati dal punto di vista del Social Signal.
Quindi, ad oggi, i parametri più importanti per il posizionamento sembrerebbero essere:

  • Link in entrata
  • Traffico del sito stesso
  • Contenuti

Retrocedendo in ultima posizione il discorso relativo ai contenuti, si è verificata una situazione abbastanza curiosa. O probabilmente, Google non conosce ancora troppo bene l’italiano.

Il curioso caso di Wikipedia

Diciamo la verità, Wikipedia è da sempre la soluzione a tutti i nostri problemi, siano legati alle informazioni che cerchiamo per la nostra tesi, un articolo o per rispondere alle domande di qualche quiz. Eppure, con il nuovo aggiornamento, qualcosa è cambiato. Immaginiamo di dover realizzare una ricerca di biologia e digitare la parola “maschio” per meglio avere chiare le differenze tra i generi. Ecco, a questo punto, di solito, Google avrebbe riportato come primo risultato proprio Wikipedia. E invece no. Il primo risultato, oggi, è il sito di un noto marchio di trattori, oltretutto in http!
Ma che fine ha fatto la tanto decantata pertinenza e il discorso relativo alla penalizzazione di siti senza certificato SSL?
Probabilmente, è stato attribuito valore all’anzianità del dominio (1998) senza tener conto dei contenuti e della pertinenza.
Ma in fondo siamo solo all’inizio e, come è stato precisato più volte, tale algoritmo verrà affinato per bene. Speriamo.
Cosa si può dunque fare per non lasciarsi fregare dall’aggiornamento di Google? Semplicemente aspettare tempi e prestazioni migliori.

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