Evitare una penalizzazione seguendo poche regole: quello che i blogger/Web content devono sapere!

Qualche tempo fa, un tizio mi chiese la formula magica per essere sempre “primo in classifica” su Google.

Tralasciando il discorso relativo alle competenze specifiche di questo piccolo grande esperto di SEO, e terminato lo smarrimento iniziale, non possiamo che essere d’accordo con lui: la SERP è una classifica!

Come ogni campionato che si rispetti, ogni SERP appartiene a una categoria specifica (la Query) ed è lo specchio delle qualità di determinate squadre che lottano per un posto al sole. Ma come accade per ogni classifica, anche i migliori sogni di promozione/vittoria sono a rischio penalizzazione.

Quello che ogni blogger/Web content dovrebbe sapere, è che esistono due tipi di penalizzazione:

  • Manuale, fatta dal team di Google sulle segnalazioni arrivate da altri utenti o a seguito di un’analisi programmata di una determinata SERP.
  • Automatica, derivata direttamente dagli algoritmi che individuano particolari criticità del sito.

Qualora dovessimo incorrere nella tanto temuta penalizzazione manuale, una notifica in Google Webmaster Tool, sotto la voce “Azioni manuali” di “Traffico di ricerca” ci informerebbe prontamente.

In tal caso dovremmo semplicemente, o quasi, rispondere effettuando la “Richiesta di riconsiderazione“, specificando a Google che i problemi rilevati sono figli di attività che non si ripresenteranno più.

Discorso diverso per la penalizzazione Automatica.

Nel caso di una penalizzazione dettata dall’algoritmo, possiamo verificare tramite Google Webmaster Tool la presenza di qualche piccolo problema: analizzando link in entrata o accertando la corretta struttura della nostra Sitemap.

Ma come evitare la penalizzazione nell’avvincente campionato della SERP?

Fortunatamente esistono alcune “regole” chiave da seguire.

Innanzitutto la velocità: il nostro sito deve avere una buona velocità di caricamento e permettere una rapida ed efficace esperienza di navigazione, con una struttura semplice e ordinata.

Ad esempio, un grande nemico in termini di posizionamento è il caro e vecchio Errore 404 relativo a pagine non più esistenti.

Altro elemento importante è l’originalità. Proporre un contenuto con parti di testo prese “in prestito” da altri post o siti, viene letto da Google, e dagli utenti, come sintomo e causa di scarsa qualità.

Anche la sovra-ottimizzazione viene vista come negativa da parte di Google. Evitiamo dunque un uso spropositato di parole chiave e di link provenienti da un’unica fonte. Evitiamo anche di inserire link nel footer verso aziende partner: meglio creare una sezione ad hoc.

Alla fine, forse il modo migliore per essere primo in classifica senza alcuna penalizzazione può essere riassunto in un’unica frase: usa la testa ed evita trucchi. Del resto, anche il doping è in grado di rovinare meravigliosi sogni sportivi.

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