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E se i link interni di un sito web fossero come delle meravigliose pennellate di colore?

Avete mai provato a pensare il vostro sito come una grande parete da dipingere?
Attenzione, non intendo imbiancare, ma proprio affrescare ovvero disegnare forme il più reali possibile e avere cura della prospettiva indicando un punto di fuga valido. I personaggi saranno le pagine e la prospettiva sarà rappresentata dalla corretta gestione dei link interni. L’idea, per quanto stimolante ma parecchio assurda, mi è venuta leggendo un articolo di Francesco Margherita, SEO con ogni lettera maiuscola, che suggeriva un cambio di prospettiva nella realizzazione di un sito web: da Developer a Interior Designer. Da qui sono partito per quest’analisi sulla gestione dei link interni di un sito web.

Ecco, iniziamo a pensare al nostro sito come un’opera d’arte! Anzi, esageriamo: facciamo finta che il nostro sito web sia la “Scola di Atene” di Raffaello. Una scuola di Atene opportunamente modificata per essere letta dai motori di ricerca. Bene, iniziamo.

In un articolo di qualche tempo fa ho parlato di operatori di ricerca messi a disposizione dallo stesso Google, soffermandomi particolarmente sul Site: che fornisce l’elenco completo delle pagine indicizzate di un sito. Questo strumento, non solo aiuta a capire se effettivamente lo spider, che si muove nella grande tela, sia riuscito a trovare una pagina, ma fornisce anche un’interpretazione credibile dell’importanza che le stesse hanno per big G.

Immaginiamo di vendere mobili in cartone (l’esempio non è affatto casuale e vedremo il perché presto). Immaginiamo di voler posizionare per bene un prodotto o l’intero shop online. Site: aiuta a capire da dove dovremo partire.
Molto spesso, un sito trascurato o mal gestito, presenta dei risultati di ricerca simili a questo elenco:
miosito.it
miosito.it/cookies
miosito.it/modalita-di-spedizione

Praticamente una catastrofe. Se infatti è assolutamente normale trovare in prima posizione la home page, non lo è altrettanto trovare sul podio pagine policy o disclaimer assolutamente inutili per ogni tipo di business. A meno che non si vendano biscotti “cookies”. In questo caso dimentica cosa ho appena scritto. Avevi ragione tu!

Ma cosa c’entra la Scuola di Atene? In effetti nulla, ma è un ottimo esempio per capire come concetti quali prospettiva e punto di fuga possano essere applicati anche alla realizzazione di una buona struttura in ottica SEO.

Link interni di un sito web

Link interni di un sito web

  • Il punto di fuga è rappresentato dallo spazio tra Platone e Aristotele, proprio oltre l’arco che si trova in fondo. In quel punto, posto al centro dell’opera, non possiamo non collocare la home page del nostro sito;
  • Le singole pagine sono rappresentate dai vari personaggi posti intorno, come un universo apparentemente disordinato di contenuti;
  • In alto, sempre al centro, le tre pagine che dovrebbero rappresentare il core business dell’azienda, in pratica il motivo per cui le persone dovrebbero cercarci;
  • Le linee colorate non sono dei laser ma i link interni di un sito web ottimizzato bene;

I link interni di un sito web non dovrebbero mai essere messi a casaccio e possiamo avere una visione d’insieme utilizzando lo strumento per i webmasters di Google. In pratica succede spesso questo: pagine inutili vengono tenute nel top menu o nel footer e quindi ripresentate in ogni pagina del sito. Parliamoci chiaro, nessuno di voi metterebbe nel footer la pagina di una sedia in cartone o di un tavolo.

Come riequilibrare i link interni di un sito web?

Innanzitutto, qualora la situazione fosse simile a quella dell’esempio, raccomando di inviare una Sitemap .xml dove si specifica la priorità delle varie pagine. Se non sai come fare dai un’occhiata a questo!

Qualora non dovesse bastare, e di solito non basta mai, ti consiglio di rivedere la struttura dei link interi del sito. Scegli le pagine che maggiormente ti interessa avere in SERP (istituzionali,  lo shop, un prodotto, le faq) e agisci come per la Scuola di Atene. Fai in modo che dalla home e dalle pagine interne partano diversi link verso quei contenuti, mantenendo un equilibrio costante tra ciò che davvero è utile e ciò che non lo è.

Per eliminare tutto quello che non è utile, mantenendo intatta la mappa dei suoi link in uscita (metti che la pagina “spedizione” link da menu o da contenuto la pagina shop)  ti consiglio di risolvere con il meta tag robots scegliendo l’opzione “NOINDEX FOLLOW“. Con NOINDEX diciamo in pratica che quella pagina deve esserci ma che si può anche trascurare di portarla in SERP. Con FOLLOW permettiamo allo spider di “prendere atto” dei link in uscita, seguendoli verso le pagine di destinazione.

Come vedete, i link interni di un sito web dicono molto di più di quanto possa apparire. Abbandoniamo dunque la pittura bidimensionale ed entriamo nell’era della prospettiva.

 

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