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Francesco Giubbilini

Francesco Giubbilini

Adoro i Pink Floyd, questo è un fatto, ma l’altro giorno, ascoltando per la milionesima volta “The Wall”,  durante una fase particolarmente noiosa del mio lavoro, una frase ha catturato la mia attenzione come mai fatto prima: “Together We Stand Divided We Fall”. Da lì, un’illuminazione.

Probabilmente il vero segreto di un SEO, come di ogni professionista che si rispetti, è proprio quello di “restare in piedi insieme“, facendo rete e mettendo a disposizione la conoscenza. Serve davvero a poco comportarsi da sistema chiuso, da monade senza alcuno sbocco verso l’esterno, temendo improbabili furti di idee o tecniche.

Per questo motivo ho deciso di inserire nel mio blog alcune chiacchierate, o se preferite interviste, con diversi specialisti del web, così da capire insieme quale futuro ci aspetta e quali opportunità di crescita potranno esserci.

Partiamo con Francesco GiubbiliniWeb Developer e Seo del progetto Delizard.

Ciao Francesco, innanzitutto grazie per questa chiacchierate e partiamo subito in quarta: quando sei entrato nel mondo della SEO e soprattutto perché?

“Ciao Andrea, un saluto ai tuoi lettori e grazie per la tua intervista. Sono un vecchietto della SEO dato che ho iniziato a lavorare nel web attorno al 2002, con html, php e soprattutto siti in flash, allora molto di moda. E la curiosità verso la SEO è iniziata proprio per cercare le soluzioni migliori per posizionare al meglio i siti web realizzati con la tecnologia Macromedia.”

Quanto è cambiato questo mondo da allora?

“Beh, è talmente cambiato che si potrebbe parlare di un altro mondo. Oramai chi ha più un sito in flash con fantasmagoriche animazioni e intro da 30 secondi con un loading infinito? E soprattutto, a quel tempo internet si navigava esclusivamente da desktop! Direi davvero che oggi siamo in un altro mondo, molto più complesso e avvincente, soprattutto perché c’è tanta più concorrenza ed emergere è più difficile.”

Hai proprio ragione. Ricordo di aver scritto qualcosa riguardo l’ottimizzazione dei siti in flash, giusto per dare un piccolo aiuto a chi lotta ogni giorno con clienti parecchio vintage. Torniamo a noi e dimmi quali software utilizzi maggiormente e soprattutto, CMS sì o CMS no?

“Assolutamente CMS si, WordPress. Per progetti diciamo “standard” va benissimo e con alcuni temi “premium” si possono realizzare anche dei progetti competitivi. Software che utilizzo per la maggiore sono Screaming Frog, SemRush, Majestic SEO, e mi piacerebbe approfondire di più SeoZoom.”

Ti sei mai sporcato le mani? Se sì, raccontaci la cosa più zozza che hai fatto (parlo ovviamente di Black hat, negative seo…non voglio sapere della tua vita intima).

“Qui ti deluderò un po’, perché su questo fronte ho fatto ben poco. Negative SEO contro altri siti non la farò mai per principio; forse perché non competo in nicchie ultra-competitive, ma sinceramente non amo molto questo approccio. Preferisco farmi il mazzo sul mio progetto, cercare soluzioni creative e riuscire a battere la concorrenza puntando solo su di me.
Black hat ho fatto davvero poco: keyword stuffing e link building massivo da siti di bassa qualità negli anni in cui era normale farlo. (Ho avuto il mio sito, in alcuni periodi, posizionato anche in prima posizione per “realizzazione siti web”).”

Cos’è per te la SEO: una filosofia, una scienza tecnica, un modo di vivere il web interpretandone le richieste?

“Direi tutte e tre. Assolutamente è tecnica, perché un sito deve essere costruito al meglio sotto molti aspetti appunto tecnici (architettura, velocità, design, responsive, rich snippet, ecc.); è certamente un modo di vivere il web, in quanto quando guardo le serp (i risultati di Google per una determinata ricerca) vedo molto altro rispetto a quello che può vedere un normale utente; stessa cosa se navigo un sito web… Infine è anche una filosofia (e te lo dice uno laureato in filosofia!), perché attraverso la SEO imparo ogni giorno a vedere il mondo con occhi diversi e a restituirlo agli utenti del web in modi diversi e creativi (o almeno ci si prova).”

Cosa consiglieresti a chi vuole diventare Seo specialist?

“Gli consiglierei di avere tanta passione e tanto entusiasmo, di non voler mai smettere di imparare e di crescere, di indagare, di provare e sperimentare in prima persona, di seguire i blog italiani e stranieri più famosi, leggere le line guida dei quality raters di Google e di portare avanti almeno un proprio progetto di monetizzazione.”

Grazie mille Francesco e in bocca a Google!

“Grazie a te e buon lavoro”

Fine

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